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Alberto Pellegatta (Milano, 1978) ha pubblicato "Ipotesi di felicità" (2017) e "L’ombra della salute" (2011) nella collezione dello Specchio - Mondadori. Presente nelle antologie "I poeti di vent’anni" (Stampa, 2000), "Nuovissima poesia italiana" (Mondadori, 2004) e "Almanacco dello Specchio" (Mondadori, 2008), ha vinto la prima edizione del Premio Biennale Cetonaverde, il Premio Amici di Milano 2002 e il Premio Meda 2002. Scrive d’arte (L’artista, il poeta, catalogo Skira 2010) e collabora come critico con Gazzetta di Parma, Nuovi Argomenti, Quotidiano La Provincia e Juliet. È corrispondente dalla Spagna della rivista svizzera Galatea

POESIA DIFFUSA


Poesia diffusa sul blog Il Nichilista di Fabio Chiusi



Poesia diffusa

Gli editori (piccoli o grandi non c’è differenza) pubblicano poca poesia contemporanea perché non vende abbastanza. Ma il pubblico della poesia è un’elite e ce ne dobbiamo fare una ragione. Questo non vuol dire che non possa aumentare e che non sia importante la sua diffusione: il poeta, come dice Pound, è colui che mantiene il linguaggio in salute. Dove la letteratura decade, frana anche il pensiero e la società va a rotoli. Inoltre, la presenza di tanti giovani che scrivono dimostra che la poesia è ancora il “laboratorio” italiano del linguaggio.
Fabio Chiusi si chiede se «realizzare una collana di ebook di classici dimenticati o di nuove scoperte da vendere a pochi centesimi, per una grossa casa editrice, sia insostenibile? Possibile non ci siano abbastanza lettori incuriositi da titoli nuovi, la cui qualità è garantita dal prestigio della casa editrice che li pubblica, agili (siamo pur sempre nell’era dei 140 caratteri, dell’overload informativo e dell’istantaneo, la poesia dovrebbe calzarvi a pennello, no?), a prezzo bassissimo». Sarebbe, in effetti, un’ottima idea pratica, anche se credo che i poeti e i loro pochi lettori preferiscano il libro cartaceo. Ma certo la diffusione della poesia online è importantissima, attraverso blog e riviste, e diventa problematica se affidata al dilettantismo. Servono piattaforme autorevoli di letteratura, e qui il ruolo della grande editoria può essere apprezzabile. Il mio stesso libro è uscito in una costola under35 de Lo Specchio Mondadori, a cinque euro: evidentemente è sostenibile, seppure attraverso plaquette non rilegate di poche pagine. In ogni caso rimane la stampa on demand, che permette tirature limitate e successive ristampe a prezzi davvero contenuti. La usano le università americane per ripubblicare i libri fuori commercio. E comunque, per recuperare il costo di una pubblicazione, basta vendere infondo una cinquantina di copie. Chiaramente non c’è margine di profitto, ma quella dell’editore non era una professione con vocazione sociale e implicazioni culturali? La mia esperienza con la collana Poesia di Ricerca/EDB mi dice che i libri di poesia possono vendere, specialmente le novità di qualità.
È vitale che la poesia contemporanea sia presente sui giornali e nelle librerie. Magari anche alla televisione, perché no? Dare spazio a una critica di alto profilo aiuterebbe i lettori a orientarsi: le persone sono narcotizzate da surrogati culturali, canzonette e feuilleton. Nelle librerie Feltrinelli la sezione Poesia è addirittura scomparsa dagli scaffali, accorpata inopinatamente al teatro. Non è il pubblico a ricercare la banalità come dicono, è la proposta che genera gusto e richiesta: dopo anni di propaganda dovremmo averlo capito. Fino a che si offriranno soprattutto romanzi di comici mancati, biografie di calciatori e ricette di cucina, non si potrà pretendere molto.





Intervista a Alberto Pellegatta su Nuovi Argomenti: Se la letteratura diventa un corpo a corpo

 


Intervista di Alberto Pellegatta a Antonio Gamoneda




Su Librobreve Alberto Pellegatta illustra la collana Poesia di Ricerca


Uscite collana Poesia di Ricerca/Edb