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Alberto Pellegatta (Milano, 1978) ha pubblicato "Ipotesi di felicità" (2017) e "L’ombra della salute" (2011) nella collezione dello Specchio - Mondadori. Presente nelle antologie "I poeti di vent’anni" (Stampa, 2000), "Nuovissima poesia italiana" (Mondadori, 2004) e "Almanacco dello Specchio" (Mondadori, 2008), ha vinto la prima edizione del Premio Biennale Cetonaverde, il Premio Amici di Milano 2002 e il Premio Meda 2002. Scrive d’arte (L’artista, il poeta, catalogo Skira 2010) e collabora come critico con Gazzetta di Parma, Nuovi Argomenti, Quotidiano La Provincia e Juliet. È corrispondente dalla Spagna della rivista svizzera Galatea

Sul Corriere della Sera

Corriere della Sera - Poesia


Alberto Pellegatta, 34 anni, critico e giornalista, che da alcuni anni è andato ad infoltire la colonia di giovani laureati italiani nell’operosa e ospitale Barcellona, come poeta si è rivelato molto presto. A 27 anni, nel 2005 ha vinto il premio Cetona Verde, biennale animata da Maurizio Cucchi che in quattro edizioni ha tolto dall’anonimato ben 40 giovani poeti promettenti. Nel 2002 Pellegatta aveva pubblicato Mattinata larga (LietoColle), con buone accoglienze. Ora conferma il suo talento con la seconda opera L’ombra della salute  (Mondadori, 2011, nella collana per under 35 de Lo Specchio, pagg. 29, euro 5). Si tratta di una composizione tematica di poesie filosofico/liriche con un sottofondo esistenziale/interrogativo, che prende l’avvio dalla visione del dipinto di Turner La salute che rappresenta la Chiesa della Salute di Venezia. I testi trattano il tema della salute nel contesto delle incertezze contemporanee, con sconfinamenti su altri piani corporei e mentali. Di fronte al poeta un orizzonte riflessivo/emotivo che vorrebbe riempirsi di serenità e non può. “Spariscono le rotte/ i risultati dipendono dalle distanze. Cambia/ la funzione della sera./ Non è cosa da uomini di mezza età,/ trasloca la liturgia, introduci il disordine”. Lo stile è pacato, ma secco e fulmineo. Pellegatta ha un controllo naturale della scrittura, che mutuando dallo specialismo diventa fabbrica espressiva meticciata di una perspicacia interpretativa della realtà, spesso invisibile all’occhio della semplicità o, peggio, dell’indifferenza. “Scriviamo senza calore/ non ciò che avreste voluto/ ma quello che non avete/ pensato. Non per riscatto/ ma per vendetta”. Arte coniugata con scienza a tamponare vuoti. L’esito è un tracciato di formazione e conoscenza.

L'ombra della salute su POESIA


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